È una delle domande che mi vengono fatte più spesso, spesso in modo indiretto: "non so se il mio problema sia abbastanza grave per giustificare un percorso". La risposta breve è che non esiste una soglia di gravità da superare. Non serve una diagnosi, né un evento traumatico riconoscibile, né una crisi acuta.

Molte delle persone che scrivono per un primo colloquio non stanno "male" in senso conclamato. Hanno una vita che, da fuori, funziona: lavoro, relazioni, responsabilità gestite. Quello che le porta a scrivere è più sottile: una sensazione di distanza da se stesse, una fatica che non si spiega del tutto con la stanchezza, una domanda che tornano a farsi senza trovare risposta.

Alcuni segnali che vale la pena ascoltare

Non è un impegno a lungo termine

Il primo colloquio non impegna a nulla. È uno spazio per esplorare insieme il motivo per cui hai deciso di scrivere, e per capire, prima io e poi tu, se questo è il percorso giusto in questo momento. Se dopo il primo incontro senti che non fa per te, va bene comunque: fa parte di un processo sano riconoscerlo.

Se ti riconosci anche solo in parte in quello che hai letto, non devi avere le idee chiare per scrivermi. Puoi anche farlo solo per farti un'idea, senza alcun impegno a prenotare.

Scrivimi per un primo colloquio