Il burnout non arriva all'improvviso. Si costruisce lentamente, in mesi in cui i ritmi restano frenetici e i segnali di stanchezza vengono rimandati "a dopo": dopo questo progetto, dopo questo periodo, dopo le vacanze. Il problema è che il corpo e la mente non aspettano sempre che arrivi il momento giusto per fermarsi.

Come si manifesta, di solito

Non è solo stanchezza. Il burnout da lavoro tende a comparire come una combinazione di segnali che, presi singolarmente, sembrano gestibili:

Un aspetto che vedo spesso in seduta è il circolo tra stress e insonnia: lo stress accumulato disturba il sonno, e la mancanza di sonno riduce la capacità di reggere lo stress del giorno dopo. Il corpo, a quel punto, comincia a segnalare quello che la mente ha continuato a ignorare.

Perché conviene intervenire presto

Più a lungo si ignorano questi segnali, più il percorso per uscirne richiede tempo. Non è necessario aspettare un crollo per chiedere aiuto: riconoscere per tempo che qualcosa nel proprio equilibrio tra lavoro e vita personale si è rotto è già un passo terapeutico in sé.

In un percorso su questo tema lavoro insieme a capire cosa, nella storia e nei ritmi della persona, ha reso possibile arrivare fino a questo punto — non solo a gestire i sintomi, ma a costruire un rapporto diverso con il lavoro e con i propri limiti.

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